Translator

02/12/13

Destinazioni

<... I certificati dell’insigne antenato veneziano dettano il ritmo dei miei pensieri. Lo immagino contento e so di non sbagliarmi. Lo vedo sorridere, quando mi sembra di capire qualcosa. Non ho bisogno di conoscere meglio messer Tomà. È Venezia a farmelo entrare nelle viscere, a condizionare ogni mio gesto e a farmi credere nella metempsicosi...>

L'uomo cammina verso il proprio orizzonte alla ricerca di una destinazione e la volontà ne è la precondizione per raggiungerla.
Non esiste un solo libro del destino. Io sono in attesa. Io mi preparo per (ri)trovarti, Tommaso Grapputo.

AMQ_All Rights Reserved

16/05/13

Il Senso

"Quando scopri che la vita ti può essere sottratta in un attimo e' in quell'attimo che inizi a vivere"

7 maggio 2013

AMQ All Rights Reserved

30/03/13

PerUnoInPiù ©






PerUnoInPiù© (tr: More than One) is a music communication project

of social interest sustained by the Social Department and by the

Department of Trade and Tourism of Ivrea City (Turin, Italy).


11 musicians, songwriters and artists from Canavese have met

around a choral initiative that aims at supporting the social

fabric of their surroundings through music and art.

David Gherzi, Diego Zanetto, Alice Visconti, Nicola De Stefano,

Gianni Romagnolo, Nick Mantoan, Veronica Perego, Voix Qui 

Dansent, Paolo Romeo, Stefano Benedetto and myself are actually

preparing the first music event which is named PerUnoInPiù© (tr:

More than One). It is a song that calls for solidarity through

the concreteness of a gift. The proceeds we collect from the

sales of the song and all activities involved will be donated to

charity in our area. Next week we will define in detail with the 

City of Ivrea who we will support!

Follow us on Facebook!



27/03/13

AFANIZA | UN'IMPRESA SENZA STELLE

Nell'opera "Le Aziende In-visibili"  ho raccontato la Melania (città dei morti) di Calvino - come se fosse una città-impresa

"A Melania, ogni volta che si entra nella piazza, ci si trova in mezzo a un dialogo: il soldato millantatore e il parassita uscendo da una porta s'incontrano col giovane scialacquatore e la meretrice; oppure il padre avaro dalla soglia fa le ultime raccomandazioni alla figlia amorosa ed è interrotto dal servo sciocco che va a portare un biglietto alla mezzana.”

Questo racconto oggi è una realtà non solo per quella città-impresa, nominata Afanìza (d'ispirazione greca: si dissolve e scompare)

Dedico questo racconto a coloro che contribuiscono quotidianamente allo sviluppo di una cultura d'impresa basata sul dialogo, sulla collaborazione e sull'innovazione, nella speranza di confortare un poco gli animi. Quando tocchiamo il fondo, allora non ci resta che risalire! E' in quel momento che ci rendiamo conto che siamo capaci di ridisegnare un nuovo cielo per le nostre città-imprese.

Un pensiero affettuoso va a Davide Fantone, ora nella sua città-stella più bella! Grazie Davide per aver contribuito con la tua arte a rappresentare mirabilmente Afanìza.



Afaniza, un'Impresa senza Stelle
di Adriana Maria Quaglia

Nel cielo di Afaniza l’ultima stella si spense in un tempo oggi abbandonato dalla memoria. Accadde, allorché le maestranze persero il centro della loro gravità interiore e la propensione al suicidio divenne grido di vittoria dei reggenti.

Afaniza nacque all’inizio degli anni ‘90 come impresa per la Costruzione dell’Uomo Nuovo. Offrire la possibilità di comunicare in qualsiasi luogo del pianeta attraverso qualunque mezzo era la sua missione. Ad Afaniza il business era al servizio dell’Uomo. I suoi valori si fondavano sull’uguaglianza, sulla libertà e sull’amicizia. Il dialogo e lo scambio d’idee erano principi indispensabili per la sua crescita creativa. Regnava un clima di fiducia e di condivisione. La squadra era al centro dello svolgimento dei compiti: ognuno aderiva al risultato degli altri con entusiasmo. Si vinceva insieme. Poche erano le regole che venivano vissute con quel rispetto e quella devozione concessi solo a chi si ama veramente.

Afaniza prosperò in un istante sino a diventare l’unica impresa del Mondo delle Comunicazioni a Distanza. I servizi e i prodotti offerti erano qualitativamente sublimi, il mercato cresceva e i suoi intrepidi stipendiati, pur lavorando come forsennati, erano felici. E fu così che l’espansione di Afaniza richiese la creazione di una Direzione Esseri Umani, dove le persone, redini del suo sistema economico e sociale, trovavano continue opportunità di apprendimento e comprendevano l’essenza del loro lavoro.

Più Afaniza si sviluppava e si arricchiva, più la struttura interna perdeva l’equilibrio originario e non riusciva a trovarne uno altrettanto inalterabile. Nelle relazioni interne dominava la ricerca spasmodica di visibilità verso i regnanti. Le parole perdevano progressivamente di significato e la dialettica suonava ovattata e rimossa del suo contenuto. Tutti quanti parlavano, ma nessuno ascoltava. Tutti insieme ribadivano le stesse verità avvertendo identiche emozioni.

La vita ad Afaniza era ormai scandita dai ritmi del Lunedì Santo, il primo giorno del mese nel corso del quale si pubblicava il Calendario dei Consessi Decisionali. E ogni giorno diveniva uguale a quello successivo. Le ore erano trascorse a produrre slide d’improbabili progetti e di performance falsificate.  Tutti presentavano e … nessuno più pensava al mercato. Afaniza perdeva quote e ricchezze. Chiunque viveva nell’attesa del Momento di visibilità personale. I lavoranti, le cui presentazioni compiacevano la nicchia dei sovrani, ricevevano l’agognato premio di un’intervista sulla Intranet melaniese.

Si riflettevano così gli uni gli altri, come in un gioco di specchi. Si contemplavano reciprocamente, senza preoccuparsi di ballare insieme la stessa danza. I Cerimonieri battevano il tempo con una campanella. Gli Scrivani ruotavano puntuali uno dopo l’altro. Ad ogni monologo nessun nuovo coinvolgimento.

In breve tempo, l’affermazione del proprio interesse a scapito della collettività trasformò Afaniza nell’Opificio delle Manipolazioni e delle Mistificazioni.

Alcuni la lasciavano annichiliti dalla competizione e dall’oblio dei sentimenti. Nessuno salutava e ringraziava i dimissionari per il lavoro fatto nel tempo trascorso insieme. Chi restava si ammalava perlopiù di afasia acuta. Non era mai aiutato. Era abbandonato nel suo Ufficio d’Isolamento. I nuovi sopravvenuti, nati per avanzare rapidamente, entravano correndo e vivevano affrettandosi. Non conoscevano la loro direzione, ma non si fermavano mai. Almeno sino alla loro precoce morte per Estraniazione alla Sosta. Nessuno li accoglieva all’ingresso di Afaniza. Nessuno li seppelliva, quando morivano.

All’alba del Secondo Millennio un tappo di parole antiche aveva ostruito le menti e nuvole di emozioni mummificate impedivano alle stelle di sorgere dalle vibrazioni del cielo di Afaniza. Una corona protettiva l’allontanava dal firmamento stellato. E il denso manto di desideri capricciosi trasformava la sua originaria voglia di vivere in un Carcere delle Anime.

Fu allora che ad Afaniza l’Amministratore Dispensato iniziò a parlare al suo Cielo. Queste furono le parole che la leggenda avrebbe tramandato: ”L’assenza di impulsi e il monologo dei muti hanno serrato le nostre sommità, così pure le nostre fondamenta. Credendo di difendere un territorio che apparteneva solo a me, chi ero io nella luminosità del Tuo Cielo? Anche la Stella del Cane ci ha abbandonato. E la Direzione Esseri Umani non riesce più a fissare la rotta della trasformazione. Aiutami Cielo a ridisegnare le nostre Stelle!”

Un giorno di Novembre, nella Piazza degli Eletti dove si teneva la Messa del Consiglio Salariale, all’apice della follia paranoica delle parole imperfette e delle e-mail imperiture, il cielo aprì la sua porta. E, assoggettati dall’elettromagnetismo delle relazioni, restammo tutti a naso insù. Nell’attesa di avvistare la Prima Nuova Stella.

Il racconto è protetto da Copyright - Tutti i diritti riservati 

22/03/13

Libertà



- AMQ - All Rights Reserved


...Come l'uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza, con addosso l'entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà... 

Libertà - Giorgio Gaber

18/03/13

Miraggi

Non esiste miraggio confinato
in un orizzonte terreno.

AMQ - All Rights Reserved

14/11/12

"Non avrò riposo" al Circuito OFF - Fotografia Europea 2013


"Non avrò riposo"  Circuito OFF -2Photo 

L'abuso sugli anziani è poco discusso.
Eppure, garantire agli anziani il diritto alla dignità, all’integrità fisica e mentale, all'amore, alla libertà e alla sicurezza significa tutelare quel mondo speciale che conserva memoria e tramanda la storia.
Tu, da anziano, che mondo vorrai vivere?







Se vi piace il mio sguardo sul mondo, votate l'immagine qui pubblicata per il Circuito OFF di Fotografia Europea 2013 di 2Photo entrando nel seguente link:

http://bit.ly/RX2bzM

11/10/12

Presenze... Senza Paura!


"Tra Terra e Cielo" il titolo e il senso della 52a Mostra della Ceramica di Castellamonte svoltasi dal 31 Agosto al 30 Settembre 2012.
"Senza Paura" ho scelto di rappresentare uno scultore la cui Bellezza è senza pari: Graziano Carotti, un Faber-Poeta, "Presenze" la sua personale a Castellamonte.

Tags